CHIUDE HOMEJOY: LA STARTUP DELLE PULIZIE AMERICANA

Cosa significa questo per i player italiani?

03 SETTEMBRE 2015, MILANO

Dagli Stati Uniti non sempre arrivano storie di successo, è il caso di Homejoy startup fondata nel 2012 da Cheung e dal fratello Aaron, che il prossimo 31 luglio chiuderà i battenti.

Ufficialmente, come riportato da fonti internazionali come Tech Crunch e Re/Code, le motivazioni sono da ricercare nel rapporto con gli addetti alle pulizie e con la norma americana che regola i rapporti fra lavoratori autonomi ed azienda.

In realtà ci sono diverse ragioni che hanno portato a questa decisione, molteplici fattori riconducibili principalmente all’espansione poco controllata e lenta, i prezzi troppo alti rispetto alla media del mercato americano, la scarsa fidelizzazione tra cliente ed addetto. Il tutto ha contribuito a far si che i trend di crescita attesi, soprattutto dagli investitori, non venissero soddisfatti.

Anche in Italia da poco meno di un anno esiste una realtà paragonabile ad Homejoy in quanto ricerca e prenota addetti alle pulizie tramite piattaforma online, si tratta di Helpling, startup tedesca portata in Italia da Alberto Cartasegna (a capo anche di Helpling Spagna).

Abbiamo chiesto ad Alberto Cartasegna, Head of Italy & Spain, e a Benedikt Franke, founder di Helpling, di spiegarci come è da interpretare la chiusura di Homejoy e quali potrebbero essere le ricadute per chi opera nello stesso settore.

Benedikt Homejoy chiude. Come è stata presa la notizia nella sede Helpling in Germania?

La notizia non ha alcun impatto diretto su di noi, ma naturalmente solleva una serie di riflessioni legate al fatto che entrambe le società operano nello stesso settore. Tuttavia, il motivo della chiusura di Homejoy non è da ricercarsi nel modello di business ma nella sua realizzazione. Helpling, a differenza di Homejoy, si è da subito concentrata sulla costruzione di relazioni a lungo termine con i clienti ed inoltre, sia la tariffa che la commissione, sono nettamente più basse - e quindi competitive - di quelle che proponeva Homejoy. Per questi motivi siamo fortemente convinti che abbiamo un’occasione unica di partecipare ad uno dei cambiamenti più importanti nell’era della digitalizzazione, quello legato ai servizi online dedicati alla casa e all’individuo.

La notizia che Homejoy si arrende, ci dà la conferma che possiamo rafforzare le nostre mosse a livello globale, anche contro una società che è nata molto tempo prima di Helpling e ha raccolto oltre 40milioni di dollari.
Se General Motors non riesce nel settore automobilistico , BMW può avere ancora un grande successo perché opera meglio .

Helpling potrebbe incappare, come per Homejoy, nel pericolo di ricevere una citazione da alcuni degli addetti partner? Se no, perchè?In caso affermativo, quali misure sono state prese per proteggere Helpling da questo tipo di cause?

Homejoy ha dovuto affrontare cause legali nel mercato statunitense, mercato nel quale non siamo attivi. In aggiunta a questo, la nostra attività deve affrontare diverse disposizioni di legge in ogni paese.
Il nostro modello di business è stato verificato più volte da ditte esterne in ciascuno dei nostri paesi e siamo fiduciosi di adempiere i requisiti legali al 100%. Tutti i nostri processi e la completa autonomia degli addetti alle pulizie non consentono una conclusione diversa da quella che siamo un servizio che fornisce una piattaforma attraverso il quale prenotare addetti alle pulizie indipendenti. Noi mettiamo a disposizione degli addetti un’infrastruttura ad un costo di servizio.

Nei paesi in cui vi è una differenziazione più netta tra i liberi professionisti e i lavoratori a tempo indeterminato , non rischia di essere complicato per Helpling?
Anche se in ogni paese ci sono differenze nella definizione di lavoratore dipendente e di libero professionista, i nostri requisiti interni per il lancio della piattaforma in un nuovo mercato sono sempre gli stessi, questo per essere sicuri di rispettare le norme di legge vigenti al 100 % ( in ognuno dei paesi in cui siamo attivi ).

Google ha acquisito alcuni degli sviluppatori di Homejoy e a quanto pare ha piani per il mercato dei servizi domestici. Consideri Google un potenziale concorrente ?


No. Google e le attività di Amazon, con i propri piani di mercato, confermano la nostra opinione che la digitalizzazione dei servizi alla famiglia è una macro tendenza.
Guardando alla storia di Homejoy, è diventato evidente che non è facile avere successo in questo mercato. Homejoy non ha peccato nella tecnologia o nel modello di business, ma nella loro attuazione. Non pensiamo che Google abbia ottenuto un vantaggio in questo settore con l'acquisizione di ex sviluppatori Homejoy. Siamo leader di mercato in quasi tutti i mercati e abbiamo costruito forti relazioni a lungo termine. è fondamentale declinare le diverse dinamiche dei mercati locali per strutturare un modello di business che tenga conto della complessità del panorama entro il quale operiamo. Helpling è molto più avanti di quanto lo fosse Homejoy nell’applicare questo modello e siamo fiduciosi di poter espandere con successo la nostra attività.

Alberto in Italia siete un business giovane e vi scontrate con una legislatura forse tra le più complesse. Come avete affrontato i problemi legati al lavoro autonomo?

Il settore delle pulizie domestiche in Italia è dominato dal “mercato nero” per il 60 %, in questo panorama noi siamo l’alternativa legale. Ad oggi, dopo poco meno di un anno di attività, operiamo in tutte le principali città italiane, siamo un team di 20 persone ed abbiamo pulito più di 10.000 appartamenti grazie alle diverse centinaia di addetti che hanno scelto di diventare nostri partner. Questi dati sono un segnale più che positivo del fatto che gli italiani stanno recependo al meglio il nostro tipo di servizio proprio perchè va a colmare un vuoto normativo rispondendo ad un bisogno reale. Attualmente per chi volesse avvalersi di un addetto alle pulizie esistono solo tre metodi: affidarsi al passaparola e nella maggior parte dei casi pagarlo in nero, retribuire il proprio collaboratore con i voucher attenendosi al limite di retribuzione e di ore consentito dalla legge o assumerlo con regolare contratto - e relative spese. Helpling si rivolge a tutta quella fascia di clienti che non ha la possibilità o la necessità di regolarizzare il proprio collaboratore domestico e che ha percepito la comodità della prenotazione attraverso il mezzo tecnologico oltre alla garanzia di qualità nella selezione dei partner che contraddistingue il nostro brand. Non abbiamo riscontrato nessun problema legato al lavoro autonomo, perchè gli Helpling sono partner che lavorano in partita iva e che utilizzano la nostra piattaforma per trovare e gestire i loro clienti.

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Profilo Aziendale Helpling

Helpling is the leading online marketplace for home services outside the US. On the website or via the app, customers can book a vetted and insured service provider and gain back free time within a couple of clicks. For service providers, the innovative online service makes it easier than ever to find new clients and to manage when and where they want to work.


Helpling was founded in early 2014 by Benedikt Franke and Philip Huffmann. Among its investors are Rocket Internet, Mangrove Capital, Lakestar, APACIG and Accel. Helpling currently offers its services in 9 countries: Australia, Germany, Italy, France, Ireland (hassle.com/ie), UK (hassle.com), UAE, the Netherlands and Singapore.

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